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ASPESI - Associazione Nazionale tra le SocietÓ di Promozione e Sviluppo Immobiliare
02/05/2022
Il mercato dello student housing in Italia tra rischi e opportunita'

(idealista.it) Il mercato dello student housing in Italia ha ancora vasti margini di sviluppo, se si considera che la domanda di alloggi per studenti, soprattutto dopo il covid, è in grande aumento. Non così l’offerta di posti letto nelle principali città universitarie. Quali le soluzioni? Ne abbiamo discusso con Federico Rossi, public relations manager di Camplus, nell’ambito del workshop CompeteRe, promosso da idealista e Casa.it e tenutosi a Bologna lo scorso 27 aprile.

“La domanda e l’offerta abitativa degli studenti fuori sede a livello italiano vede un possibile bacino di utenza di 700 mila studenti fuori sede a fronte ci circa 1,6 milioni di iscritti, - spiega Rossi. – A livello di offerta istituzionale, quindi enti religiosi, collegi di merito e enti di diritto allo studio, abbiamo 65 mila posti letto che si aggiungono ai 15 mila posti letto forniti da operatori privati come Camplus. Quindi un’offerta di 80 mila posti letto a fronte di una domanda di 700 mila studenti”.

Come si colma questo divario tra domanda e offerta di alloggi per studenti?

La risposta a questo gap di domanda si trova nel mercato della locazione privata. Tuttavia con Scenari Immobiliari abbiamo stimato che circa 450.000 studenti fuori sede cerchino soluzioni più strutturate, quindi residenze con servizi, in particolare le 120.000 matricole e studenti internazionali, più sensibili ad un'offerta professionale. In questo senso l'offerta copre circa il 18% della domanda reale.

Quali sono i numeri del mercato di Bologna?

Il mercato degli alloggi per studenti a Bologna è rappresentativo in quanto si tratta di una delle principali città universitarie italiane. A fronte di 66 mila iscritti qui abbiamo 38 mila studenti fuori sede (di cui 6 mila matricole) pari al 57 per cento, e a fronte di un’offerta istituzionale abitativa che copre il 10,5 per cento della domanda (ovvero 4 mila posti letto circa). Anche in questo caso la risposta al gap di domanda si trova nel mercato dei proprietari privati.

Qual è il peso dei proprietari privati nell’offerta di alloggi per studenti?

Di fatto i proprietari privati risultano essere il primo operatore nello student housing sul territorio bolognese, come in tutta Italia.  Dei 450.000 mila studenti fuori sede in Italia infatti, tolti i 120 mila stranieri, restano 330.000 che preferiscono abitualmente soluzioni in alloggi privati che garantiscono più autonomia e indipendenza, soprattutto se iscritti ad anni accademici successivi al primo. Il privato quindi non ha quindi nulla da temere dall’operatore professionale o istituzionale, in quanto, pur con tutti gli investimenti del governo per incentivare le politiche abitative, è improbabile che si arriverà a colmare tutta la domanda di alloggi per studenti.

C’è quindi un margine di crescita per il settore dello student housing?

Assolutamente sì, il gap di domanda e offerta di alloggi per studenti fa sì che in tutte le città universitarie ci sia un aumento di investimenti nel settore. Camplus è il primo operatore in Italia con 9 mila posti letto, di cui 2 mila a Bologna, e differenzia l’offerta per prezzi e servizi offrendo ad esempio i Camplus College (collegi di merito e residenze di tipo alberghiero con servizi) e gli appartamenti. In questo momento stiamo portando avanti una politica di potenziamento dell’offerta acquisendo nuovi appartamenti proprio per poter rispondere all’esigenza abitativa degli studenti e, allo stesso tempo, applicare canoni che rispondano al caro affitti. Ad esempio i nostri appartamenti privati accedono ai canoni concordati; ma anche gli studenti dei Camplus College possono ricevere riduzioni di rette o borse di studio e i modelli Camlus Dsu, a fronte di una offerta uguale per tutti, chiedono una retta commisurata alle condizioni economiche.

Come funziona l’offerta di Camplus nell’ambito degli appartamenti privati?

Camplus si inserisce nel mercato degli appartamenti privati facendo da intermediario tra studente e proprietario privato e offrendo una garanzia di pagamento con certezza dell’incasso e nessun rischio di restituzione, una garanzia di manutenzione, vantaggi fiscali, un interlocutore professionale a cui rivolgersi. Essendo fondazione, Camplus partecipa poi degli accordi territoriali con vantaggi legati al canone concordato. Per gli studenti il vantaggio è quello di avere un’ampia offerta, un interlocutore che li supporta anche dal punto di vista contrattuale e un range di servizi a disposizione. Su Bologna sono 170 gli appartamenti gestiti in questo modo ed espanderemo l’offerta, proprio perché crediamo nell’utilità dell’offerta di appartamenti privati per rispondere alle esigenze abitative degli studenti.

Quali sono i rischi e le opportunità per il mercato dello student housing oggi?

Prevediamo una crescita di investimenti in residenze per studenti. Il Pnrr prevede 960 milioni di euro per questo, aprendo alla possibilità di investimenti da parte dei privati. L’obbiettivo è di realizzare altri 40 mila posti letto entro il 2025. Un obbiettivo però difficile sia in termini di tempistiche, sia perché si rischia di cedere sugli standard qualitativi. Attualmente la legge 338 del 2000 - entro cui ci siamo mossi come esempio virtuoso di partenariato tra pubblico e privato realizzando 3662 posti letto, una best practice unica in Europa – fissa standard molto alti di qualità abitativa. Ma se l’obbiettivo diventa la quantità, si rischia di cedere a logiche speculative realizzando strutture alveare poco attente alla socialità e ai reali bisogni degli studenti. Ci sono quindi importanti opportunità ma anche rischi di cui è bene essere coscienti.

Quale sarà il futuro dello student housing?

Il futuro dello student housing è la costruzione di un patto con le città, con gli enti pubblici, con enti privati profit e no profit, con l'università, allo scopo di favorire la realizzazione di strutture, spazi, luoghi sempre più vivibili e volti alla relazione tra studenti. Il mercato privato può dare una risposta quantitativa, ma quello che occorre davvero è una risposta qualitativamente migliore.

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