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ASPESI - Associazione Nazionale tra le Società di Promozione e Sviluppo Immobiliare
11/04/2022
D.M. 107 18/03/22 Assegnazione delle risorse PNRR M1C3 Investimento 2.2 – Protezione e valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale

edilportale.com) Stanno per arrivare i bandi regionali per la tutela e la valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale. Il 6 aprile scorso il Ministero della Cultura (MIC) ha pubblicato il DM 107 del 18 marzo 2022 che ripartisce tra le Regioni e Province Autonome le risorse, pari a 600 milioni di euro, assegnate all’Investimento ‘Protezione e valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale’ contenuto nella Misura ‘Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo’ del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Dei complessivi 600 milioni di euro, 590 sono destinati al recupero di insediamenti agricoli, fabbricati, manufatti e fabbricati rurali storici, colture agricole di interesse storico ed elementi tipici dell’architettura e del paesaggio rurale, da selezionare mediante Avviso pubblico, e 10 al censimento dei beni del patrimonio rurale e alla implementazione di sistemi informativi esistenti. L’obiettivo dell’Investimento è quello di realizzare un numero complessivo di 3933 interventi. Le quote maggiori vanno a: Sicilia 76,5 milioni di euroCampania 72,4 milioni di euroPuglia 56,2 milioni di euroLombardia 49,2 milioni di euro, Lazio 48 milioni di euro, Veneto 43,4 milioni di euro, Piemonte 39,4 milioni di euro, Calabria 32,9 milioni di euro, Toscana 32,4 milioni di euro, Emilia-Romagna 28,7 milioni di euro, Sardegna 24,1 milioni di euro. In ottemperanza a quanto previsto dal PNRR, almeno il 40% delle risorse allocabili territorialmente è destinato alle Regioni del Mezzogiorno, salve le specifiche allocazioni territoriali già previste nel PNRR. In questo caso la quota destinata alle Regioni del Sud è pari al 48%.A questo punto si attende la pubblicazione di Avvisi regionali, predisposti secondo lo schema elaborato dal MIC integrato dalle Regioni e Province Autonome in ragione delle caratteristiche specifiche dei diversi contesti territoriali e paesaggistici e delle tipologie dell’architettura rurale.Entro il 31 maggio 2022 le Regioni e Province dovranno aver emesso i bandi, ricevuto le domande e trasmesso al MIC gli elenchi degli interventi ammissibili a finanziamento 



Architettura e paesaggio rurale, i bandi regionali


Le Regioni sono già al lavoro per la predisposizione dei bandi. Tra le prime ad essersi attivate c'è la Puglia. “Queste preziose risorse - ha dichiarato l’assessore regionale al Turismo, Gianfranco Lopane - ci consentiranno di restituire al pubblico un valore culturale e identitario inestimabile. Il recupero di edifici in stato di abbandono o degrado come casali, masserie, trulli, stalle, mulini e frantoi, oppure di strutture religiose o didattiche, darà nuovo impulso alla conoscenza e alla qualità dei paesaggi della Puglia”.

“L’azione di ripristino e di rinnovo negli ambienti rurali ci darà la possibilità di avviare processi virtuosi di buone pratiche e di fruizione turistico-culturale attraverso anche l’organizzazione del sistema integrato dei cammini e degli itinerari. Per questo - ha concluso Lopane - ci auguriamo che ci sia una larga partecipazione da parte dei soggetti interessati”.  

 


Architettura e paesaggio rurale, 600 milioni di euro


L'iniziativa, lo ricordiamo, ha l’obiettivo di ristrutturare gli edifici storici rurali per dare nuova vita alle periferie e alle campagne, incrementare l’afflusso di turisti nelle aree periferiche del Paese e migliorare la tutela del paesaggio circostante. Ristrutturando gli edifici abbandonati o degradati, infatti, si punta a creare posti di lavoro, ridurre le disparità regionali e alleviare l’impatto della crisi, anche grazie alla valorizzazione dell’artigianato e dei prodotti agricoli locali.L’intento dell’investimento è quello di stimolare un processo sistematico di riqualificazione degli edifici rurali storici e di tutela del paesaggio, sia di proprietà o gestione ad enti privati che a enti del terzo settore.

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