X Questo sito utilizza cookie anche di terze parti, continuando la navigazione l'utente ne acconsente l'utilizzo. Per informazioni su quali cookie vengono utilizzati e su come disabilitarli consultare l'informativa estesa.
Aspesi
ASPESI - Associazione Nazionale tra le Società di Promozione e Sviluppo Immobiliare
15/07/2021
2° Rapporto 2021 sul Mercato Immobiliare – Nomisma

Qui di seguito la sintesi della presentazione di questa mattina del 2° rapporto sul mercato immobiliare, a cura di Nomisma.


Sul mercato immobiliare italiano continua a soffiare un vento di sorprendente ottimismo. Superata anche la seconda ondata pandemica, con le inevitabili misure di contenimento adottate nel tentativo di limitarne la diffusione, molte famiglie hanno manifestato l’esigenza di un upgrading della propria condizione abitativa.


Se l’ascesa degli indici di fiducia di imprese e consumatori testimonia l’irrobustirsi di aspettative espansive, non mancano dubbi sulla solidità delle basi su cui poggia il montante ottimismo. Il conto della crisi è stato fin qui severo, ma tutto sommato circoscritto in termini di incidenza, contribuendo ad ampliare ulteriormente quelle disuguaglianze in termini di capacità reddituale che già rappresentavano una piaga del nostro Paese prima dell’avvento del Covid-19.


Se si segmentano le intenzioni di acquisto immediato o prossimo (nei 12 mesi) manifestate da 3,3 milioni di famiglie, ci si rende conto di quanto parte di esse presenti già oggi presupposti di solidità talmente labili da pregiudicarne la credibilità. Sulla base di una valutazione del grado di concretezza e sostenibilità delle dichiarazioni di intenti, l’effettivo bacino di riferimento potenziale per il settore residenziale può essere quantificato in poco più di 800 mila unità.


La concretizzazione dei propositi passa in misura rilevante per il riscontro che il settore bancario darà alle promesse di restituzione implicite nelle richieste di credito avanzate dai potenziali mutuatari. Fino ad oggi l’orientamento è stato marcatamente accomodante, come si può evincere sia dalla dinamica dei mutui erogati che da quella delle compravendite di abitazioni.


Già a partire da quest’anno, il numero di transazioni tornerà infatti ad allinearsi alle previsioni formulate prima che insorgesse la pandemia, con una flessione cumulata nel biennio 2020-21, rispetto allo scenario pre-crisi, che non eccederà il 4%. Analoga tendenza riguarderà i prezzi, la cui risalita consentirà di contenere le perdite totali nell’ordine di qualche punto percentuale, a fronte di una prospettiva di debolezza che si pensava potesse protrarsi per almeno un biennio.


Se sul mercato abitativo l’ottimismo ha favorito un immediato rimbalzo, più controversa appare la situazione sul versante degli immobili dei piccoli operatori economici. Da un lato, l’indebolimento dei consumi ha avuto pesanti ripercussioni sui bilanci delle attività commerciali, dall’altra, il traino del settore residenziale e le iniziative di salvaguardia adottate hanno, di fatto, temporaneamente sterilizzato gli effetti della recessione sul segmento degli uffici.


Altrettanto incerta risulta l’evoluzione del settore corporate. Il ridimensionamento indotto dalla pandemia è stato in questo caso decisamente più marcato, con una flessione degli investimenti prossima, nel 2020, al 30% ed un primo semestre di quest’anno tutto sommato ancora piuttosto fiacco. La quota di impieghi un tempo residuali (logistica e residenziale in primis) è notevolmente cresciuta, a scapito delle tipologie storicamente di maggiore interesse (direzionale e commerciale).


La revisione delle strategie allocative non è priva di ricadute sulla prospettiva reddituale dei veicoli finanziari massicciamente esposti sui settori principali e, più in generale, sul giro d’affari complessivo del mercato corporate dei prossimi anni. L’entità del contraccolpo dipenderà dai tempi necessari al ritorno a stili di vita analoghi a quelli pre-Covid, nella consapevolezza che taluni cambiamenti, quali l’accresciuta propensione all’utilizzo dell’on-line e del lavoro a distanza, siano da ritenersi strutturali.


Per consolidare la tenuta che il mercato immobiliare italiano, sia residenziale che d’impresa, ha saputo dimostrare nel corso delle ondate pandemiche, occorrerà che all’ottimismo delle aspettative macroeconomiche faccia seguito la concretezza delle dinamiche reali. Si tratta di una prospettiva verosimile, che tuttavia impone attenzione e cautela. Il costo di eventuali azzardi sarebbe ancora una volta elevatissimo.


Scarica la sintesi

Associazione Aspesi - P.zza Diaz, 1 - 20123 Milano - Codice fiscale: 97135100150 - Informativa Cookies - Informativa Privacy