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Aspesi
ASPESI - Associazione Nazionale tra le SocietÓ di Promozione e Sviluppo Immobiliare
04/11/2020
Demolizione e ricostruzione: e' ristrutturazione o abuso edilizio?

Non si possono demolire degli immobili e costruire un nuovo edificio, di volumetria pari alla somma di quelli abbattuti, senza permesso di costruire. È arrivata a queste conclusioni la Corte di Cassazione, che con la sentenza 23010/2020 ha spiegato quando una demolizione e ricostruzione può qualificarsi come ristrutturazione e quando, invece, è un abuso edilizio.

Nel caso preso in esame dai giudici, il proprietario di un suolo agricolo, su cui si trovavano quattro edifici, li aveva demoliti, ricostruendone uno solo. Il nuovo edificio aveva una volumetria pari alla somma di quelli demoliti ed era stato ricostruito in un’area di sedime diversa.

La Cassazione ha bollato come “lottizzazione abusiva di terreni agricoli a scopo edificatorio” la demolizione di diversi corpi di fabbrica distanti tra loro e la edificazione, al loro posto, di un unico immobile mediante accorpamento delle volumetrie espresse da quelli precedenti.

Questa ricostruzione, secondo i giudici, non può rientrare nella definizione di ristrutturazione edilizia pesante. La Cassazione ha sottolineato che, in base all’articolo 3, comma 1, lettera d), del testo Unico dell’edilizia (Dpr 380/2001), il presupposto della ristrutturazione edilizia è la conservazione dell’immobile preesistente, del quale deve essere garantito il recupero.

I giudici hanno sottolineato che l’intervento era consistito invece nella demolizione “pura e semplice” di tre dei quattro edifici e che solo uno di essi era stato ricostruito sommando alla volumetria preesistente quella degli altri tre edifici non ricostruiti.

I giudici hanno concluso che l’intervento, implicante una trasformazione urbanistica del territorio, dovesse essere classificato come nuova costruzione. Per la sua realizzazione sarebbe stato necessario richiedere il permesso di costruire.

 

 

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