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22/07/2020
Rinnovo del Piano Regolatore del Comune di Torino

Dopo alcune sedute di Commissione riservate al tema, il Consiglio comunale ha approvato oggi pomeriggio la delibera riguardante la proposta tecnica del progetto preliminare della revisione del P.r.g. (Piano regolatore generale) di Torino. L'atto ha ricevuto 22 voti favorevoli, su 22 consiglieri votanti. È il primo di una serie di passaggi prima del varo del testo definitivo. La normativa prevede che la proposta tecnica sia pubblicata sul sito web della Città per trenta giorni per consentire la presentazione di osservazioni e proposte. Parallelamente sarà avviata una fase di confronto e approfondimento aperta ai cittadini e ai rappresentanti delle categorie economiche del territorio, e la delibera sarà illustrata nelle Circoscrizioni cittadine o con appositi incontri dedicati. Poi una conferenza di copianificazione definirà il progetto preliminare, sulla base delle osservazioni e dei contributi della conferenza stessa e si terranno anche una serie di sedute di Commissione consiliare per acquisire i pareri e le osservazioni di ordini professionali, associazioni e altri portatori d’interesse. Dopodiché farà seguito un iter altrettanto elaborato riguardante l'approvazione conclusiva della revisione del Piano.

Il rinnovo del Prg fa parte del piano di Governo della Città del quinquennio 2016-2021. Nella Torino del Piano sono previsti 966mila abitanti, con una crescita fino a 134mila unità di soggetti ‘fluttuanti' tra studenti e turisti. I dati in possesso degli uffici dell'Urbanistica conteggiano fino a 300mila city user, cioè persone che entrano in città, spesso senza un'auto privata, e usano i servizi pubblici locali e finiscono per imporre un modo nuovo di pensare alla mobilità cittadina.

Riguardo gli aspetti ambientali, la proposta tecnica dedica un capitolo al consumo di suolo, alle bonifiche e all’invarianza idraulica; la Città ha assunto l'obiettivo del consumo di suolo “inferiore o uguale a zero” orientando la riqualificazione urbana al recupero delle aree dismesse.

Il documento approvato dalla Sala Rossa è orientato alla semplificazione; le aree normative del tessuto consolidato sono ridotte da ventitré a undici per consentire una maggiore flessibilità in relazione alle esigenze di mercato, e scendono da 11 a 5 quelle residenziali e residenziali miste.

Il documento rivolge particolare attenzione agli usi temporanei (come da Legge regionale 13/2020), per progetti da attivare riguardo la dismissione di edifici in attesa di un uso futuro non ipotizzabile nell’immediato, senza dover modificare la destinazione d'uso; edifici che oggi favoriscono degrado fisico e sociale, con possibili occupazioni abusive e usi impropri.

Un'altra novità è l'introduzione di una nuova destinazione urbanistica, la Zona Agricola Ecologica (ZAE), anche come funzione di presidio del territorio. Le aree coltivate sono sono state ricomprese tra le nuove ZAE, secondo un principio di continuità con il sistema dei parchi cittadini, al fine di trovare un equilibrio nel rapporto tra le aree destinate a parco pubblico e le ZAE.


Per le previsioni viabilistiche la proposta tecnica comprende una ricognizione di quanto previsto dal Prg vigente. Le 375 opere sono state suddivise in quattro elenchi; 29 opere viarie strategiche; 219 opere di livello urbano; 96 opere nelle ZUT e nelle aree da trasformare per servizi; 31 opere nella zona collinare. Rispetto all'attuale piano regolatore vigente è eliminato il sottopasso della strada provinciale 11 che – partendo da viale Agudio – doveva attraversare sotterraneamente il parco del Meisino, il fiume Po e il parco della Colletta. Resta confermata la gronda della curva in zona Pescarito, funzionale alla realizzazione del capolinea nord della nuova linea 2 della metropolitana.
Alla conclusione del dibattito l’assessore Iaria ha ribadito che la proposta tecnica darà il via a un dibattito molto interessante e ampio con tutti gli operatori coinvolti nelle scelte del futuro PRG. Fino al 20 settembre tutti potranno fare le loro osservazioni, così come potranno intervenire anche nelle fasi successive dell’iter
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