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27/09/2018
Regione Piemonte - Il riuso edilizio e' legge
Regione Piemonte

Nuove modalità agevolate per il recupero e il riutilizzo di interi edifici dismessi, anche dei sottotetti e dei rustici, per l'abbattimento di costruzioni non più utilizzate in aree agricole e per le bonifiche necessarie per tutelare l'ambiente: questi alcuni degli argomenti principali introdotti dalla nuova legge sul riuso edilizio approvata oggi dal Consiglio regionale.


Il disegno di legge intitolato "Procedure edilizie per il riuso, la riqualificazione e il recupero dell'edificato", presentato dall'assessore Alberto Valmaggia e costituito da 18 articoli, è stato approvato con i voti favorevoli di tutta la maggioranza ed i voti contrari del gruppo di Forza Italia. 


Questo provvedimento supera la legge 20 del 2009 (Piano Casa) e, come si legge nella relazione, ha lo scopo di "riqualificare e rigenerare parti del territorio costituite da patrimonio obsoleto e compromesso nelle sue diverse destinazioni d'uso, di scarsa qualità architettonica, privo dei criteri di sostenibilità energetica, di sicurezza sismica e funzionale. La riqualificazione del tessuto urbano ha anche l'obiettivo di migliorare sotto il profilo sociale economico e ambientale parti delle città oggi caratterizzate dal degrado". 


Oltre all'assessore Valmaggia, anche i relatori della legge, Elvio Rostagno (Pd), Silvana Accossato (Leu), Paolo Mighetti (M5s) hanno espresso la propria soddisfazione al momento dell'approvazione della nuova legge regionale. 


"Noi crediamo che sia possibile avere città più belle e riqualificate - ha detto Rostagno -. Lo dobbiamo fare però seguendo alcuni presupposti: questa non è una legge che impone nuovi vincoli ma una norma che fornisce maggiori possibilità rispetto alla precedente legge 20 e conferisce un ruolo attivo ai Comuni che - giustamente - devono compiere delle scelte: in questo si concretizza il governo del territorio che non può essere lasciato solo alla libera impresa".


La consigliera Accossato ha dichiarato: "Con questa legge abbiamo la possibilità di migliorare il patrimonio edilizio sui nostri territori. Esprime la volontà di sostenere le attività di riqualificazione urbana, sia dal punto di vista economico che del miglioramento ambientale. Oltre al ruolo assegnato ai Comuni, sono da rimarcare le premialità previste per gli operatori e per i cittadini sulle bonifiche, le rigenerazioni urbane, le progettazioni condivise. Si tratta di un primo passo per sostenere il riutilizzo del territorio già costruito per evitare altro consumo di suolo vergine".


In particolare Mighetti ha sottolineato l'importanza "del superamento della legge 20 e l'introduzione del principio della pianificazione sulle aree su cui si può intervenire. Inoltre - ha aggiunto - è prevista una riduzione della fiscalità urbanistica nelle procedure di riuso, sia sui singoli fabbricati che su interi lotti".


L'assessore Valmaggia ha dichiarato: "Questa legge rappresenta un cambiamento di prospettiva rispetto alla normativa finora vigente: si passa da un principio di deroga riservato agli inteventi dei privati, all'elaborazione di strumenti comunali sistematici che hanno un impatto sull'intero tessuto urbano. Abbiamo coniugato le esigenze di ripresa economica del settore edilizio con la necessità di tutelare ambiente". 


La maggior parte degli emendamenti al testo di legge sono stati presentati dal gruppo di Forza Italia che ha portato in discussione in Aula una proposta di legge alternativa sullo stesso tema (respinta in sede di votazione). Gli emendamenti sono stati illustrati dai consiglieri  Francesco Graglia (FI) e Gianluca Vignale (MNS) che hanno criticato in particolare il nuovo ruolo dei Consigli comunali previsto all'articolo 12.


"Il Consiglio comunale individua le aree su cui si applicano gli interventi e stabilisce i criteri di ammissibilità delle proposte avanzate dai cittadini - ha detto Graglia - . E' un meccanismo che pesa molto sulla gestione urbanistica ed edilizia, soprattutto nei piccoli Comuni che spesso non hanno le competenze professionali necessarie e quindi dovranno sopportare altri costi per adempiere alle norme previste dalla nuova legge".


Anche Gianluca Vignale ha rimarcato questo aspetto della legge: "La libertà di utilizzo della norma è in capo al solo Consiglio comunale, non al cittadino o alle imprese. Si tratta di un appesantimento mostruoso delle procedure. Inseriamo nuova burocrazia nella quotidianità della gestione dell’amministrazione comunale. Siamo lieti di essere tra le uniche forze politiche contrarie a questa legge: prima avevamo una legge vecchia da aggiornare, adesso non abbiamo più nulla per un anno almeno finché i Comuni non avranno emesso le loro delibere. Questa norma blocca ogni tipo di attività reale di rigenerazione urbana".


Al termine è stato approvato l'ordine del giorno collegato, primo firmatario il consigliere Elvio Rostagno, sulla "Non applicabilità dei sovra onoeri nei confronti di interventi di rigenerazione urbana". 


Il testo del ddl 301

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