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Aspesi
ASPESI - Associazione Nazionale tra le Società di Promozione e Sviluppo Immobiliare
13/12/2018
Osservatorio Milano 2018 - Una citta' attrattiva per imprese e talenti

Il 25 giugno nella Sala Alessi di Palazzo Marino il Sindaco di Milano Giuseppe Sala e il Presidente di Assolombarda, Carlo Bonomi, intervistati dal giornalista Giangiacomo Schiavi, hanno commentato i dati dell’ Osservatorio di Milano 2018. Il report descrive attraverso 221 indicatori misura l’attrattività e la competitività di Milano nel confronto con i principali benchmark internazionali e nasce dal confronto e dalla sintesi dei principali uffici studi ed esperti del territorio milanese, che hanno integrato conoscenze e competenze complementari per costruire una base numerica della città. Il progetto è pubblicato sul portale, realizzato dalla direzione progetto Digital Lead e dalla direzione Open Data del Comune di Milano. Inoltre da oggi sul portale Open Data del Comune di Milano sono disponibili 32 data set che raggruppano tutti gli indicatori del progetto (http://dati.comune.milano.it/organization/comunedimilano) .


 


MILANO NEL CONFRONTO GLOBALE


Tra le novità di quest’anno, l’estensione del confronto a livello globale in termini di attrattività e reputazione. Nella comparazione allargata Milano appare ben posizionata, in virtù di un ruolo essenzialmente economico-produttivo. Il capoluogo lombardo, infatti, evidenzia interessanti similitudini con Chicago, Barcellona e Monaco: tutti poli economici, a spiccata vocazione internazionale e senza funzione di capitale politica.  Anche il confronto con le grandi metropoli internazionali come New York e Londra è uno strumento utili per capire gli ambiti di miglioramento della città: questo vale, ad esempio, per l’attrazione di turisti (capitalizzando su Expo, nel 2016 Milano raggiunge 2,2 turisti per abitante, ma è ben lontana dagli 8,8 di Berlino) ma anche di multinazionali (36 progetti greenfield di imprese estere a Milano nel 2016 contro i 384 a Londra).



LA SOSTENIBILITA' SOCIALE


Della realtà milanese emerge un quadro con punti di forza e aspetti da sviluppare. Da un lato, alla crescente attrattività verso talenti e studenti internazionali si contrappone il rischio di una mancata valorizzazione del capitale giovanile locale, come traspare dai dati di disoccupazione giovanile, di abbandono scolastico e di incidenza del fenomeno NEET (not engaged in education, employment or training). 


LA SOSTENIBILITÀ TERRITORIALE


La direttrice della sostenibilità è elemento anche per lo sviluppo territoriale urbano: Milano ha sperimentato nel recente passato un processo di sempre maggiore consumo di suolo, sia per i luoghi dell’abitare sia per gli spazi produttivi e per le infrastrutture di mobilità. Al contempo Milano appare alla ricerca di un equilibrio sul fronte spazi verdi finalizzata alla ripresa di “naturalità”: si sono ridotte, seppur lievemente, le aree inutilizzate, degradate, marginali e quelle agricole, mentre sono aumentate le aree boscate. Al pari di quanto accade nelle più avanzate realtà urbane, anche a Milano la sostenibilità è sempre più pensata in chiave smart con crescenti investimenti sulle infrastrutture tecnologiche, sulla smart mobility e sulla capillarità della smart energy (attraverso il teleriscaldamento). Nel confronto europeo, dobbiamo puntare sugli ambiti di smart governance (soprattutto con riferimento agli open data) e di smart environment (rispetto al tema rifiuti e qualità dell’aria); come bisogna ugualmente puntare sulle connessioni fisiche. Ma restano anche punti d’attenzione sull’accessibilità metropolitana, con ricadute sulla sostenibilità.

Puntare su Milano non è una scommessa, è un investimento: dagli australiani di Lendlease che hanno vinto la gara per la città del futuro nell’area Expo, al gruppo americano che ha ipotecato l’incompiuta Porta Vittoria, agli arabi nel capitale di Garibaldi Repubblica e dell’area Falck, piovono rendering e offerte commerciali. L’immobiliare è in spolvero: 43 progetti avviati e 21 miliardi di investimento per i prossimi quindici anni. Si parla di business district, di torri terziarie, di quartieri come Symbiosis al Vigentino sulla linea aperta dalla Fondazione Prada, di Innovation district, di nuovi shopping center a integrare Cascina Merlata con il laboratorio sociale Uptown. Cantieri aperti sul futuro, a cui va aggiunto il gigantesco appalto degli Scali ferroviari, il corridoio delle stazioni dismesse che da Greco-Pirelli a Porta Romana attraversa la città. È mancato solo l’aggancio all’Ema, l’agenzia europea del farmaco in uscita da Londra, che avrebbe ingigantito il peso scientifico-industriale di Milano, in Europa e nel mondo.  Milano smart city, innovativa, sostenibile, aperta ai flussi e all’Europa, sembra un’altra Italia, agganciata ai temi della ripresa e dell'Europa


La riappropriazione identitaria contempla ora la città da vivere, a piedi, in bici, nei parchi, in piazza Gae Aulenti e a Citylife, dove il centro commerciale è un flusso continuo di passaggi: stimavano sette milioni di visitatori all’anno, li hanno raggiunti in cinque mesi e ne prevedono più del doppio nel 2018.


Dalle università arrivano le spinte più innovative e in qualche caso più problematiche: la decisione di trasferire le facoltà scientifiche all'area Expo ha lasciato ferite politiche e vuoti da riempire. Se si aggiunge lo spostamento di Istituto tumori e neurologico Besta a Sesto San Giovanni, c’è un intero quartiere in cerca di nuove funzioni.
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