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Aspesi
ASPESI - Associazione Nazionale tra le Società di Promozione e Sviluppo Immobiliare
29/11/2018
INCONTRO TRA IL VICE-SINDACO E ASSESSORE ALL’URBANISTICA DI TORINO E IL MONDO IMMOBILIARE-COSTRUZIONI RAPPRESENTATO DA ASPESI TORINO


"La città di Torino ha subito negli ultimi venti anni un percorso di cambiamento che ne ha ridefinito l’assetto demografico, sociale, economico e strutturale. La chiusura di molte fabbriche ha dato origine ad interi nuovi quartieri, che di pari passo con la riqualificazione del centro, hanno reso Torino una metropoli più vivibile e accessibile ai cittadini, favorendo il cambiamento dei luoghi di aggregazione e degli orari di vita dei residenti. È dunque palese lo spostamento del baricentro economico da città fabbrico-centrica a città d’arte, di sport, di cultura e ricerca, in particolare nelle eccellenze ingegneristiche. Nonostante ciò Torino non riesce a fermare l’aumento del tasso di disoccupazione giovanile e soffre della mancanza di ricambio generazionale lavorativo. La qualità della vita -fattore essenziale nella competizione globale tra le metropoli- per essere veramente consolidata non può mai essere disgiunta dal PIL e dall’occupazione, ossia dalla crescita economica".
La premessa fatta dal Presidente di Aspesi Torino Marco Crespi in apertura dell'incontro con il prof. Guido Montanari, Vice Sindaco e Assessore all'Urbanistica di Torino, porta a due considerazioni. La prima di carattere territoriale. "Torino ha iniziato un processo di cambiamento volto a riqualificare la propria identità e la propria quotidianità. Questo processo non è che all’inizio. Basti pensare alle centinaia di migliaia di metri quadri di proprietà pubblica che possono essere oggetto di riusi, riqualificazioni, di idee che permettano al tessuto urbano di sviluppare appeal nel venire ad abitare a Torino e di generare attrazione turistica. Ma prima ancora, nel venire a lavorare a Torino. Vivere e lavorare a Torino deve essere bello. Per essere bello non devono mancare servizi, attrazioni, opportunità".
La seconda di carattere demografico: "La popolazione dei residenti è tutt’oggi in calo e secondo le stime ISTAT si attesta a valori poco superiori alle 850 mila persone (mentre aveva superato largamente il milione negli anni ’60). Si rileva un aumento del numero di persone over 60 – 65 anni, che secondo le ultime stime è di circa il 30%: in valore assoluto circa 230 mila persone. Un altro indicatore importante si riferisce al numero di studenti presenti nella città: il Politecnico ha dichiarato recentemente che i suoi iscritti sono aumentati di più del 50% negli ultimi 5 anni. L’obiettivo è di mantenere un trend di crescita. Oggi gli studenti che gravitano a Torino tra le università e il Politecnico sono più di 100mila dei quali circa metà non piemontesi".
"Nel nostro lavoro - ha continuato Crespi - il driver più importante che indirizza i progetti e gli investimenti è ascoltare il mercato. Il mercato oggi ci chiede nuovi format che possano andare incontro a nuove esigenze abitative. Ad esempio: residenze per studenti e residenze senjor. Per fare questo dobbiamo necessariamente capire il modello, confrontarlo con le norme edilizie vigenti e cercare il giusto compromesso tecnico-economico che possa permettere la loro sostenibilità".
Sull'andamento del mercato e sulla rigenerazione urbana ha aggiunto: "Da punto di vista delle compravendite, notiamo che quartieri come Cit Turin (in cui passa l’Alta Velocità a Porta Susa), oggi mostrano grande fermento, sia dal punto di vista degli scambi, sia dal punto di vista della qualità nella vendita. Questo è un esempio di quanto i servizi e le infrastrutture possano fare nella rigenerazione di un quartiere. La rigenerazione urbana di Torino deve essere guidata dall’innovazione. Innovazione nel definire luoghi di lavoro che possano essere oggetto di interesse per nuovi insediamenti professionali, innovazione nei servizi, mobilità e connettività; dove sia efficiente il rapporto tra il costo del lavoro e la qualità: intesa come qualità culturale, ambientale, professionale, abitativa.
Il Politecnico, come detto pocanzi, ha un ruolo centrale: è un generatore di risorse umane altamente formate alle quali è obbligatorio concedere opportunità lavorative. Di qui l’opportunità, invece, da parte delle aziende di poter avere a portata di mano giovani talenti che possono far aumentare il loro know-how e la loro competitività.
Aspesi Torino si fa promotore di raccogliere, selezionare e sintetizzare idee e soluzioni che possano portare a realizzare concretamente una rigenerazione urbana e che continuino, migliorino e accelerino il processo di cambiamento della città. Si fa promotore di identificare aree su cui possano nascere dei progetti che portino da subito a dei reali interventi, anche provenienti dall’interno nel nostro corpo associativo".
Concludendo il suo intervento il Presidente Crespi ha ribadito quanto già proposto in un incontro ufficiale al prof. Montanari, ovvero l'invito a  definire, nel rispetto dei ruoli, una metodologia condivisa di confronto operativo sui problemi e le opportunità.
Altrettanto interessante e ricco di spunti, l'intervento del Vicesindaco Prof. Montanari si è aperto con una panoramica delle opportunità relative ad operazioni immobiliari di rigenerazione urbana sul territorio torinese. Sono presenti infatti ben cinque milioni di metri quadri di aree dismesse, una superficie pari a cinque volte quella dell'area di Bagnoli. Di queste aree fanno parte le aree ex militari, le aree di proprietà delle Ferrovie dello Stato (in particolare quella di Porta Susa di 600mila mq), le aree di proprietà della Cassa Depositi e Prestiti, le aree ex industriali (principalmente ex Fiat) e quelle di proprietà comunale.
In questo senso, la maggiori esigenze della città (e dunque le operazioni che incontrerebbero sicuramente  il favore dell'Amministrazione) riguardano le residenze per anziani, le medie strutture di vendita e, soprattutto, le residenze per studenti. Secondo il prof. Montanari esiste un fabbisogno insoddisfatto di circa trentamila posti letto che sta bloccando lo sviluppo delle università, in particolare del Politecnico.
Rispondere a questa esigenza è quindi uno degli obiettivi primari dell'Amministrazione, insieme alla realizzazione della M2, la nuova linea metropolitana che, incrociando l'attuale, collegherà Torino da sud a nord.
Sollecitati dal moderatore dell'incontro, il Presidente Nazionale Federico Filippo Oriana, sono poi intervenuti diversi esponenti tra i Soci di Aspesi Torino. In primis il Vicepresidente Stefano Ponchia che, ricollegandosi alla tematica dei trasporti, ha sottolineato l'urgenza di risolvere il problema dell'assenza di collegamento della città con l'aeroporto internazionale di Malpensa e la necessità di dare seguito all'attuazione della Tav per integrare il capoluogo piemontese nel sistema europeo.
E di mancanza di integrazione nel sistema europeo ha parlato anche l'arch.  Peter Jaeger, evidenziando la mancanza di una visibilità della città a livello internazionale.
Chi saranno i torinesi del futuro?.  Con questa domanda Matteo Robiglio ha introdotto nel dibattito il tema del bisogno di sviluppare nuove attività produttive, favoriti dalle condizioni favorevoli create dai fondi governativi messi a disposizione dell'ex Ministro Calenda prima di lasciare il suo incarico e che potrebbero consentire l'inizio del rilancio industriale di Torino, una città che ha nel know how il suo motore fondamentale -  in particolare facente capo al Politecnico -  relativo all'ingegneria nei settori di spicco (come quello dell'auto) e che porta in città lavoratori e studenti, rimarcando il dato della massiccia presenza (ben 60%) di studenti non piemontesi nel solo Politecnico.
E' infine intervenuto Oronzo Perrini, AD di Ream Sgr,  sul problema della attrattività di Torino per gli investitori internazionali nei fondi immobiliari.

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