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Aspesi
ASPESI - Associazione Nazionale tra le Società di Promozione e Sviluppo Immobiliare
25/06/2020
25/6/2020 - Webinar ASPESI Torino
IL COVID NON ALLONTANA GLI STUDENTI DALLE UNIVERSITÀ
E GLI INVESTITORI DALLO STUDENT HOUSING

Buone notizie dagli operatori del settore (Camplus, Fabrica Immobiliare Sgr e REAM Sgr) e dal mondo universitario per lo student housing a Torino ma non solo. Forte interesse di investitori e gestori stranieri per il primo quartiere smart di Roma.
Crespi, Presidente ASPESI Torino: “Certezza normativa e premialita' per attrarre capitali”
Saracco, Rettore Polito: “Universita', imprese e Istituzioni insieme per creare progetti che rendano attrattive le citta'”
Il ricorso alla didattica a distanza e le inevitabili ripercussioni del Covid sulle finanze degli italiani potrebbero causare, secondo alcuni ricercatori, un cospicuo calo delle immatricolazioni universitarie (dalle 9.500 in meno ipotizzate da Svimez alle 35.000 di Talents Venture) con riflessi pesanti, oltre che sulle casse universitarie, sullo student housing e sull’economia delle citta' universitarie come Torino, citta' che ospita circa 40mila studenti fuori sede (il 4% della popolazione) su circa 100.000 totali.

Introducendo il webinar organizzato da ASPESI Torino, il Presidente nazionale ASPESI, Federico Filippo Oriana, ha chiesto ai relatori -protagonisti assoluti dello student housing a livello nazionale e torinese dai tre punti di vista dirimenti: Universita', gestori, investitori- di esprimersi sulle delicate correlazioni tra i vari fattori in gioco: problemi come la didattica a distanza, il calo di reddito delle famiglie e la diminuzione delle matricole, risposte possibili come l’aumento dell’offerta di corsi e la didattica “blended”.
Ma tutti gli interventi nel webinar hanno fornito, invece, una visione decisamente ottimistica dell’immediato futuro per lo student housing a Torino, in particolare quello organizzato degli studentati.
Pur dovendo fare i conti con l’impossibilita' temporanea di trasferimento per alcuni studenti delle zone del Centro Sud o di stati esteri ancora nel pieno della pandemia, i dati forniti dal Rettore del Politecnico di Torino Guido Saracco dicono che il 75% degli studenti chiede di rientrare fisicamente in facolta'. Alla volonta' degli studenti si aggiunge quella dell’Universita' stessa di direzionare la didattica verso un sistema “ibrido” che sfrutti le lezioni online come puro corredo ad una formazione moderna, basata sul confronto e su nuove sfide. “Quelle che in Europa vengono definite “Knowledge innovation community” ha spiegato Saracco “luoghi in cui ricerca, impresa e formazione si ritrovano per affrontare delle sfide integrate (come integrate sono le aziende) in cui gruppi interdisciplinari lavorano per la ricerca e sviluppo di soluzioni su temi specifici”.
In quest’ottica le due universita' torinesi stanno lavorando in maniera sinergica per lo sviluppo di poli tecnologici, dal design all’aerospazio, dall’ingegneria per l’autoveicolo ai competence center come quello sorto sull’area Mirafiori, una Automotive Academy per il re-skilling dei lavoratori. Laboratori di ricerca applicata, con insediamento di startup e piccole imprese, per i quali sara' ovviamente indispensabile la presenza fisica degli studenti.
“Il modello della Tripla Elica di interrelazioni tra universita', industria e governo, puo' spingerci verso un nuovo sviluppo inclusivo che impedisca al sistema di collassare”, ha concluso Saracco.
E dati ottimistici sono emersi anche dagli interventi degli operatori del settore. Secondo Maurizio Carvelli, CEO di Camplus -primo gestore italiano e player internazionale dello student housing- “durante il lockdown un terzo degli studenti ha comunque scelto di restare nelle residenze universitarie e le riconferme per il prossimo anno sono del 63%, una percentuale piu' alta di quella del 2019”. Infatti, solo a Torino Camplus aumentera' di 786 posti (distribuiti in due nuove strutture) l’offerta di residenza universitaria (+ del 50% di quella attualmente esistente) e cio' al netto della chiusura del loro studentato al Lingotto che per la sua conformazione non consentiva misure di sicurezza adeguate.
“Gli investitori non sono affatto preoccupati – ha dichiarato Giovanni Maria Benucci, CEO di Fabrica Immobiliare SGR. Oltre al fattore d’investimento principale, ovvero il gap tra la domanda e l’offerta attuale che copre soltanto il 10% del fabbisogno, le prospettive di modernizzazione presentateci dall’Universita' rendono ancora piu' attraente l’investimento”.
“Inoltre, gli effetti del Covid – ha spiegato Benucci – vanno distinti in puntuali, periodici e permanenti. L’effetto puntuale ha ridotto del 70% le presenze, l’effetto periodico sara' vicino al 20% ma il permanente pensiamo sia vicino allo zero. Come investitori di lungo periodo avremo comunque il tempo di raccogliere i frutti. La nuova moderna formazione attrarra' nuova domanda. Cosi' come le nuove tipologie di residenzialita', basate sempre meno sullo spazio fisico e sempre piu' su infrastrutture e servizi: con queste caratteristiche, tutta la residenzialita', dal senior housing al multifamily moderno, avra' prospettiva di resilienza nel breve e di crescita nel medio e lungo termine”.
E le prospettive sono positive non solo a Torino. “Stiamo partecipando ad una gara del Comune di Roma per la realizzazione del primo quartiere smart della citta', in cui immaginiamo di sviluppare un importante e moderno spazio di residenzialita' universitaria, e ci ha sorpresi l’enorme afflusso di partecipanti. Siamo letteralmente inseguiti da investitori e gestori non domestici interessati a questo progetto”.
Anche Oronzo Perrini, Direttore Generale di REAM SGR, ha confermato le intenzioni della loro societa' -espressione del territorio piemontese- di continuare il percorso recentemente intrapreso di investimento nel segmento dello student housing e non piu' solo a Torino, dove sono gia' in corso due iniziative di sviluppo. “Da parte degli operatori – ha dichiarato – la sfida e' nel creare prodotti che siano frutto della collaborazione con i gestori, con elevata qualita' ed efficienza e capaci di attrarre capitali in un momento di attendismo. Ma per attrarre gli studenti invece e' fondamentale che Universita' e istituzioni creino progetti capaci di rendere attrattive le citta'”.
“La nostra proposta – ha continuato – gia' avanzata tramite Fondazione CRT agli Stati Generali, e' di ripetere l’esperienza con CDP dell’housing sociale che a Torino ha movimentato oltre 300milioni di euro con importanti riflessi sull’economia della regione intera in termini di PIL”.
Il Presidente Nazionale ASPESI Federico Filippo Oriana, ha quindi preso atto con favore dell’ottimismo emerso concordemente sullo sviluppo dello student housing a Torino e almeno nelle sedi maggiori del centro-nord del Paese -ottimismo fondato su dati e fatti precisi- e ha assicurato il sostegno dell’Associazione sia alla proposta della Fondazione CRT -esempio di quello che tutti i territori locali dovrebbero esprimere per la ripartenza generale dell’Italia-, sia al varo delle necessarie premialita' urbanistiche e di disciplina contrattuale idonee a cogliere la specificita' dell’ospitalita' agli studenti fuori sede e ad incentivarla su scala generale.
E proprio sul tema “soluzioni per la ripartenza” si e' concluso il dibattito. Per Guido Saracco “Torino con la costruzione delle cittadelle e la riqualificazione urbana trasversale sara' una citta' della ripartenza”. “L’attrattivita' del territorio passera' attraverso la rigenerazione urbana che necessita', per le committenze, di sicurezze normative fiscali, urbanistiche e giuridiche”.
“Per ripartire e' necessario mettere sul tavolo idee nuove per risolvere vecchi problemi. L’emergenza non ha fatto altro che enfatizzare problematiche gia' esistenti, ignorate o solo in parte affrontate”, ha concluso il Presidente di ASPESI Torino Marco Crespi. “Bisogna ricordare che le residenze per studenti sono ancora prive di un riconoscimento normativo della loro specificita' e, quindi, manca una disciplina urbanistica e contrattuale organica che le sottragga ai vincoli esistenti per le costruzioni ordinarie e le locazioni residenziali alle famiglie”.
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