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Aspesi
ASPESI - Associazione Nazionale tra le Società di Promozione e Sviluppo Immobiliare
19/07/2019
15/7/19 - Tavola rotonda su "Il rilancio urbano di Torino"
Al Circolo Esperia di Torino si e' tenuta la tavola rotonda dedicata al rilancio urbano di Torino. Ha aperto gli interventi Sabina Carucci (AI Group) con un’esposizione dello stato dell’arte dei lavori del RAIL: il progetto e' in corso e le conclusioni con le proposte dettagliate di metodo e di merito saranno presentate in autunno.

Su invito del Presidente Oriana si sono susseguiti gli interventi dei partecipanti.

Peter Jaeger e' intervenuto sulle possibili opportunita' del capoluogo. Non dimenticando San Salvario e San Paolo, per l'arch. Jaeger e' sicuramente Porta Nuova ad avere le maggiori potenzialita', oltre alle aree di Porta Susa dove ormai esiste solo la possibilita' della seconda torre. A Porta Nuova c’e' tutto quello che puo' interessare a investitori internazionali e developer, dalla linea retta con Via Roma (centro del centro), alla stazione della metro, alle aree dismesse nel contorno di una stazione che potrebbe essere trasformata in una di testa solo regionale. Ovviamente sara' il Comune a doversi pronunciare con indirizzi e priorita'.

Marco Mor ha sottolineato l'importanza dello sviluppo immobiliare integrato con il contesto che all’estero viene coinvolto sin dall’inizio. Sulle aree potenziali di sviluppo ha individuato le migliori in quelle delle FS.

Carlo De Vito, ha ricordato il lungo cammino compiuto da FS sull’Alta Velocita' con i festeggiamenti il prossimo dicembre dei 10 anni della rete ferroviaria che ha unito il Paese. "La dotazione di aree e' notevole, molto capillare e distribuita. Sul modello di quanto fatto a Milano sugli scali, stiamo avanzando a Torino come prima priorita' e poi Roma. Occorre pero' che vengano liberalizzate le destinazioni d’uso, se no aree urbanizzate e in posizioni strategiche resteranno li'. Per la differenzazione di ruoli tra P. Nuova e Porta Susa se ne puo' sicuramente parlare, ma anche per questo occorre un indirizzo convergente del Comune".

Il Presidente chiede al Prof. Guido Montanari se le visioni e i progetti immobiliari-urbanistici abbiano avuto un qualche ruolo nella crisi comunale in corso.

Guido Montanari: "Sicuramente hanno giocato un ruolo: la Sindaca era insoddisfatta dei tempi realizzativi, ma questi dipendono fondamentalmente dalla pletora normativa e dalla burocrazia. Nonostante queste criticita' -del tutto indipendenti da un Assessore- molte cose sono state avviate in questi 3 anni e molte erano vicine a concludersi. Abbiamo fatto tornare le residenze nel centro (Arsenale), la trasformazione della ex-Procura della Repubblica finalmente e' avviata e anche la ex-Manifattura Tabacchi e' vicina a partire, il suo ritardo e' stato causato dal Demanio che l’ha messa solo ora sul mercato". "CDP sta investendo su Torino ad iniziare da Torino Expo e dalla ex-Manifattura Tabacchi” ha aggiunto “quello che forse la Appendino non capisce e' che le trasformazioni urbanistiche in Italia richiedono tempo”. Ma secondo Montanari vi sono stati difetti di comunicazione che hanno ingenerato un’immagine eccessivamente negativa di Torino e della sua Amministrazione nell’opinione pubblica nazionale e locale, mentre in realta' in Italia Torino e' seconda solo a Milano.

A domanda espressa del Presidente su tempi e prezzi della dismissione delle aree di proprieta' della FS, Carlo De Vito ha risposto che i tempi non dipendono dal loro Gruppo perche' sono legati a concorsi ad evidenza pubblica (come e' stato fatto a Milano) e dalle destinazioni d’uso di competenza comunale, mentre i prezzi saranno quelli di mercato per ogni specifica area contemperati dalle finalita' sociali delle FS.

Marco Mor ha evidenziato che l’Italia ha tra i paesi turistici la percentuale piu' bassa di penetrazione dei grandi brand alberghieri internazionali e questo e' un male. Inoltre condivide con Montanari che la lista degli enti (dai VVFF alle Sovrintendenze) da cui si deve passare per sviluppare i progetti e' troppo lunga e questo rende lenti e incerti gli investimenti scoraggiando i grandi fondi di investimento internazionali. “Chi e' stato eletto per governare - ha insistito - deve poterlo fare, come in tutti i paesi moderni. Negli USA sono le citta' a convincere le big companies ad installarsi da loro, anche con incentivi (e ha illustrato un esempio emblematico di questo tipo a San Francisco) e cosi' deve essere anche in Italia. Mentre ora con i bandi, la poca trasparenza e le pastoie burocratiche l’Italia costituisce l’esempio negativo opposto", ha aggiunto, citando il caso di C40 abbandonato da Vastint per la scarsa affidabilita' del percorso aggiudicativo.

Peter Jaeger, rispondendo alla richiesta dal Presidente un parere piu' generale sul futuro urbanistico di Torino, dopo aver premesso che tutto dipendera' dall’economia reale, si e' dichiarato ottimista soprattutto sul turismo che ha grandi potenzialita' anche per l’altissima qualita' della vita di Torino. "Ma come ha detto Mor - ha aggiunto - bisogna portare in Italia le grandi catene alberghiere, soprattutto americane. Un altro driver importante e' il Politecnico che puo' importare attivita' operative purche' nelle vicinanze delle sue sedi". “Torino ha tutte le carte - ha concluso Jaeger - ma deve darsi una strategia complessiva di rilancio metropolitano al 2050 e una cabina di regia espressione congiunta di istituzioni e societa' civile per controllare il percorso”.

Alla richiesta di un commento sulla mancata realizzazione di grandi opere (v. TAV) e perdita di grandi appuntamenti (Olimpiadi invernali, Salone dell’Auto) sia in termini economico-strategici che politici rispetto alla crisi in corso della sua Amministrazione comunale, il Prof. Montanari ha infine risposto sottolineando che lui sarebbe stato anche favorevole al completamento della nuova linea ad alta velocita' Torino-Lione se non fosse stato un progetto fermo da troppi anni e non certo per colpa dell’attuale Amministrazione cittadina ne' dell’attuale Governo nazionale. Ma vedendo che questa opera non procedeva, ha ritenuto che fossero da impiegare, subito e prioritariamente, le poche risorse disponibili in altri collegamenti mancanti e urgenti, come quelli tra la citta' e il suo hinterland, tra cui l’aeroporto di Caselle. “Non ho mai usato l’espressione “decrescita felice” che considero assurda – ha concluso il Vice-Sindaco uscente - ma sempre “crescita sostenibile” in cui io credo per davvero”.

Il Presidente ha poi chiuso la tavola rotonda dando la parola a Massimo Giuntoli, Presidente dell'Ordine degli Architetti di Torino che ha dichiarato: "Occorre una visione complessiva della citta' programmando interventi e trasformazioni e puntando sulla riqualificazione".
Sono seguiti poi alcuni interventi dal pubblico, tra cui quello del Vicepresidente di ASPESI Torino, Stefano Ponchia. Dopo aver ricevuto una risposta negativa da De Vito alla domanda se sul terreno dove dovra' sorgere la nuova torre le FS abbiano gia' fatto le fondazioni, Ponchia ha fatto presente che la SNCF (ferrovie dello Stato francesi) in un caso analogo a Lione le aveva fatte. Inoltre ha espresso l’idea che per favorire le start-up tecnologiche la loro location non debba essere vicina ai campus del Politecnico ma addirittura all'interno degli stessi.
Il Presidente Oriana ha dunque ceduto la conduzione al Collega Marco Crespi, Presidente di ASPESI Torino, per le conclusioni del seminario. Marco Crespi, ringraziando vivamente tutti i discussant e i partecipanti per l’impegno e la pazienza che hanno determinato una serata cosi' interessante, ha ribadito la propria convinzione - gia' manifestata nelle sedi pubbliche e in quelle associative ed inter-associative - secondo la quale occorre creare, urgentemente ed efficacemente, le condizioni per una forte ripresa dello sviluppo immobiliare a Torino sia per il riequilibrio urbano e la qualita' della vita, sia come fattore di sviluppo economico-produttivo.
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