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ASPESI - Associazione Nazionale tra le Società di Promozione e Sviluppo Immobiliare
26/10/2017
24/10/17 - Cena sociale Aspesi Milano su "Riaprire i Navigli?"
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In occasione della cena sociale Aspesi del 24 ottobre si e' discusso del piano di riapertura dei Navigli a Milano con Empio Malara, Presidente dell'Associazione Amici dei Navigli.
Come noto, il progetto presentato dal Sindaco Sala prevede un avanzamento graduale con una prima apertura di cinque tratti di canali e, solo in un secondo momento, il raggiungimento della navigabilita' totale. La "cantierizzazione" della citta' ed i riflessi sulla viabilita' sono naturalmente le preoccupazioni principali.
L’acqua tornera' in 2 chilometri di canali entro il 2022.
Il primo tratto della Martesana in via Melchiorre Gioia, lungo 850 metri, e' quello che avrebbe meno impatto sul traffico perche' rimarrebbero due corsie di viabilita' in una direzione e nell’altra sacrificando solo i parcheggi laterali. Il secondo tratto, piu' semplice perche' gia' scavato, e' Conca dell’Incoronata - San Marco dove ci sono le porte di Leonardo. Ha una lunghezza di 230 metri e, anche con i lavori in corso, il Comune intende garantire ai residenti il passaggio in auto. La tratta Sforza - Policlinico e' la piu' composita e si pensa di appoggiarsi ai lavori della M4 essendo prevista una fermata. Rimarra' un senso di marcia per le auto verso corso di Porta Vittoria su un corsia, per residenti, mezzi di servizio, taxi e autobus. Il canale qui sara' lungo 410 metri di lunghezza e 7 metri di larghezza. Anche nel tratto di piazza Vetra ci si appoggera' sui cantieri della M4, qui il canale sara' di 300 metri verso corso di porta Ticinese. Rimarra' un senso di marcia per la mobilita'. Infine il tratto piu' vicino alla Darsena quello della conca di Viarenna, sara' lungo 260 metri.

Il nuovo anello carrabile e pedonale che affianchera' il naviglio sara' adibito solo al traffico locale, per chi abita nelle vie e non sara' piu' utilizzato per attraversare la citta' come accade ora, quindi servira' a ridurre il traffico nelle zone attraversate. L'opinione dell'arch. Malara, condivisa dai presenti, e' che l'affascinante ma complicata operazione avra' sicuramente un impatto meno negativo sulla viabilita' se potra' contare sulla nuova linea metropolitana M4. Adesso la parola passa ai cittadini. La consultazione su questo progetto si fara' insieme alle elezioni regionali o politiche o all’election day in caso di accorpamento della sfida lombarda e nazionale: la Giunta intende coinvolgere i cittadini in un percorso di rigenerazione urbana con nuovi spazi pedonali e piste ciclabili e riprendere il percorso gia' a suo tempo intrapreso con le vie d’acqua di Expo 2015.
L'Associazione dei Navigli rappresentata da Empio Malara promuove da anni l'iniziativa ritenendo che questa, con la riattivazione dell’idrovia Locarno–Milano–Venezia, il restauro e la necessaria riclassificazione del Naviglio di Pavia, rappresenti un impegno da perseguire, indispensabile per ridare, non solo alla Darsena, ma alla citta' di Milano, il ruolo di principale porto di navigazione turistica dell’asta fondamentale di navigazione interna del bacino del Po. Come affermato anche nello studio di fattibilita' cui ha collaborato, Malara sostiene che "la riapertura non solo ridara' alla citta' il suo principale ed esteso ruolo portuale, ma le restituira' anche la sua identita' di citta' ricca di acque, la sua caratteristica originale di citta' dei Navigli, una delle principali risorse fondamentali di Milano , la citta' che prima di ogni altra nazione d’Europa ha praticato il pluriuso delle acque, ha trasformato il suo fossato difensivo in quello che Carlo Cattaneo ha definito un “modello d’industria”. La riapertura dei Navigli significa , per la citta', una riconquista ambientale indispensabile per gli effetti che la riapertura avra' sulla riduzione del traffico veicolare, sul potenziamento del trasporto pubblico e sull’uso delle acque per l’irrigazione dei giardini e dei parchi, per produrre calore e freddo per gli edifici pubblici e privati. La riapertura e' anche l’occasione per ridare motivazione alle forme urbane derivate dalla presenza dell’acqua, per ricomporre paesaggi considerati di magnificenza civile, ma anche per creare nuove forme urbane significative ed esemplari per dare continuita' tra passato e futuro. In una parola fare del centro di Milano di nuovo il baricentro del sistema complessivo collegato con la rete ciclabile e di navigazione turistica e per passeggeri del bacino del Po, sviluppandolo come un luogo d’arte, di commercio e di vita collettiva, prevalentemente pedonale. Riaprire i Navigli in Milano significa potenziare al massimo la sua risorsa fondamentale, l’acqua, ritornare a praticarne il pluriuso, valorizzare la caratteristica originale di essere una citta' ricca di fiumi artificiali, di canali irrigui, navigabili e produttori di energia da fonte rinnovabile, canali che proprio per essere stati perfezionati dagli idraulici pratici per rispondere a piu' funzioni hanno ricevuto e meritato il nome di Navigli".

In allegato:

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